L'amministratore delegato Luigi Lovaglio (in foto) è fuori dalla lista del cda di Monte dei Paschi di Siena che sarà presentata oggi alle 17.30 alla riunione del board. Alla fine, dopo vari tentennamenti, il comitato nomine ha scelto di escluderlo dal novero dei futuri consiglieri. È stata una scelta maturata solo in tarda serata perché alle 21 di ieri mancava una sintesi condivisa e, soprattutto, una parte dei consiglieri non sembrava disposta ad assumersi la responsabilità dell'eventuale siluramento dell'amministratore delegato. Alla fine, però, sembra essere stato sciolto il nodo politico e industriale che tiene in scacco il Monte. Sono state così confermate le indiscrezioni che davano Lovaglio a rischio esclusione dalla rosa dei 20 nomi che saranno presentati domani e portati in assemblea il 15 aprile.
A peggiorare il clima di impasse è l'occhio vigile della Bce. Proprio da Francoforte, infatti, si tiene alta l'attenzione su Siena. La Vigilanza europea avrebbe chiesto un rafforzamento dei criteri di selezione dei futuri consiglieri, con competenze elevate su finanza, governance, regolazione e digitale. Tradotto: i nomi devono essere di altissimo profilo. Anche questa si può considerare un'incognita: la rottura traumatica con l'attuale ceo verrebbe letta come un segnale di instabilità, difficilmente compatibile con la linea prudente dell'Eurotower.
Il comitato nomine ieri avrebbe chiesto pareri legali sulla ricandidatura di Lovaglio anche alla luce dell'inchiesta sul presunto concerto per scalare Mediobanca. La normativa non preclude la nomina e il cda aveva confermato a dicembre la «piena fiducia» al manager. Ma il clima è rimasto teso. La proposta finale dovrebbe ridurre da 30 a 20 i candidati selezionati con il supporto di Korn Ferry e per passare serviranno almeno 10 voti su 14. Un repêchage dell'ad non può essere in linea teorica escluso. In primo luogo perché Lovaglio avrebbe pronta la scialuppa di salvataggio della lista di azionisti che fa capo all'imprenditore Giorgio Girondi (che ha messo insieme un pacchetto del 5% di voti) il quale avrebbe intenzione di chiedergli di essere capofila. In secondo luogo, Lovaglio potrebbe contare sull'appoggio di parte dei consiglieri espressione di Assogestioni e della rappresentante di Delfin. Sul tavolo pesa anche la nuova legge Capitali: il 40% dei 15 consiglieri dovrà essere donna, tre posti sono riservati alle minoranze e la lista del cda deve ottenere i due terzi dei voti. La palla passerà comunque all'assemblea dove dovrebbero entrare in scena nomi di peso come Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi
